Circuito N. 7 - Da Salirod al Col du Joux

Da Salirod al Col du Joux
Lungo l’antica via dei mercanti e dei migranti

Punto di partenza: Piazzale di Salirod
Quota minima: Piazzale di Salirod 1100 m
Quota massima: Col du Joux 1640 m
Durata: 3 ore l’andata-ritorno
Segnaletica: segnavia n° 6
Periodo: con innevamento invernale abbondante consigliate le racchette

Il percorso:
Con le sue corse giornaliere in entrambi i sensi, la corriera di linea Saint-Vincent-Col du Joux è fortemente consigliata per questa escursione: in venti minuti scarsi si è a Salirod, e poi dal colle si è liberi di scegliere più soluzioni per il ritorno. Dal piazzale, senza farsi troppo attirare dal caffé del ristorante, che potrà esser utile al ritorno, si sale dritto attraverso il villaggio (segnavia n°6) sulla stradina asfaltata. Passare a destra della fontana, quindi piegare a sinistra e contornare un perfetto rascard. Al passaggio si noterà la chiesetta del 1774 dedicata a San Bartolomeo e sulle case si apprezzeranno begli archi in pietra ed architravi in legno con croci e date. Dalla piazzetta interna ci si dirige verso i prati a monte, dove si troverà un sentiero che poi costeggia un ruscello. Rustiche staccionate e siepi di lantana fiancheggiano il sentiero ora ben marcato. Lungo tutto il sentiero si godono maestosi panorami sulla grande valle e scorci sui versanti punteggiati dai villaggi con le case strettamente concentrate in mezzo ai prati. Dopo aver attraversato un canaletto (20 min. dalla partenza) si entra in un bosco basso di noccioli, poi si attraversa una prima volta la strada regionale e si esce nei grandi prati che si stendono davanti a Grand Rhun. Si tocca ancora la strada asfaltata (40 min.) poi si continua nei prati fino al villaggio (50 min.). Attraversata la strada regionale, si continua con il segnavia n°6 lasciando a sinistra il bivio per Amay, quindi si svolta a sinistra in un bel bosco di larice. Riattraversata la strada regionale, il sentiero fra i prati diventa viottolo asfaltato che poi, ridiventato sterrato, entra in un gran bosco di conifere (1 h 15 min.). Si alternano abeti rossi e larici, con sottobosco rispettivamente  di rododendri e uva ursina. Usciti dal bosco nella conca di Palud, si prosegue a sinistra sulla stradina asfaltata, poi sul cocuzzolo si taglia a destra vicino alle case e, fra i prati, si giunge al Col du Joux (1h 45 min.). Il colle è un abbassamento “strutturale” della linea di cresta verso la Valle d’Ayas, causato dalle deformazioni a scala regionale della catena alpina (“faglia Aosta-Ranzola”). Esso si apre in prosecuzione del solco della Dora verso Aosta, e consente quindi eccezionali prospettive panoramiche verso l’alta valle e il Monte Bianco. Il gran bosco pianeggiante accoglie i turisti estivi da molti decenni, mentre le pendici esposte a nord sono state attrezzate con impianti di risalita per gli sport invernali. Una pista (di fondo) percorre la foresta ed i terrazzi erbosi verso Sommarèse.
Per il ritorno si possono raggiungere le case di Joux in mezzo ai prati, toccate dalla strada regionale, quindi scendere ad Amay per la bella mulattiera descritta in salita nella passeggiata n°8. Dalla chiesetta di Amay la stessa panoramica mulattiera conduce piacevolmente a Grand Rhun da cui si può riprendere il sentiero dell’andata.
Questo itinerario copre un troncone dell’antica via di collegamento fra il Vallese e la pianura canavesana percorso dopo il Mille da viandanti e mercanti, fra cui le popolazioni walser che lasciarono ampia traccia di sé nei toponimi della zona.

Testi di Piergiorgio CRETIER e di Francesco PRINETTI con la collaborazione di Ferruccio CURTAZ

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